S.MICHELE ARCANGELO DIFENDICI NEL COMBATTIMENTO AFFINCHÉ NON PERIAMO NELL'ESTREMO GIUDIZIO

martedì 16 giugno 2015

Io sto con Medjugorje - Io sono Medjugorje

Ormai i media ci tempestano di critiche su Medjugorje e sulla possibile risposta negativa del Papa sulle basi del suo ultimo intervento a S.Marta in cui affermava che il buon cristiano non ha bisogno né di veggenti né di messaggi dell'ultima ora ma solo della Parola che ci è stata rivelata e della luce dello Spirito Santo.
Io ritengo che le parole del Papa fossero rivolte a coloro che si recano a Medjugorje solo per curiosità e ce ne sono parecchi...
La bellezza e la spiritualità di Medjugorje vanno provate in prima persona, credo che chi non è mai stato a Medjugorje, non può esprimere pareri negativi su di essa... Medjugorje ti lascia segni nel cuore indelebili ed emozioni sulla pelle che tornano e ritornano in una sorta di perenne nostalgia....Medjugorje è accoglienza, spiritualità, condivisione, preghiera, meditazione e contemplazione; per le strade senti camminare la Regina della Pace accanto a te, senti il suo passo leggero, le sue carezze ed i suoi abbracci...come può tutto questo essere una truffa?
Quel luogo sperduto della Bosnia Erzegovina, stretto fra la collina e la montagna, fra sassi, rovi, spine e terra rossa ha dato origine a milioni di conversioni, ha suscitato in molti il desiderio improvviso ed irrinunciabile della Santa Messa ed infine la scoperta di tre tesori spirituali fondamentali per una vita di Fede: preghiera del Santo Rosario, Adorazione Eucaristica e meditazione quotidiana della Parola di Dio.
Anche il noto esorcista P.Gabriele Amorth di Medjugorje in tal modo si è espresso:
“Penso che le apparizioni siano autentiche. Giovani e meno giovani che si recano a Medjugorje sono restituiti cambiati, illuminati, pieni di spirito santo. I giovani sono la testimonianza più fedele delle grazie che si ricevono in quel luogo che traspira santità. Medjugorje ha il più alto numero di confessioni, la gente è affascinata dai miracoli che si verificano. Penso che quelli che vanno a Medjugorje per chiedere ciò di cui hanno bisogno in termini di fede lo ottengono. Coloro che vi si recano ricevono un segnale chiaro ” dice all’Agenzia Fides padre Gabriele.
“Non vi è un’altra ragione per cui credo nelle apparizioni, se non le file ai confessionali ,la continua e incessante preghiera. Anche le persone provenienti da dentro la Chiesa, che dimostrano anche un certo scetticismo, dopo un pellegrinaggio, dopo aver visitato il luogo, credono fermamente che lì ci sia la presenza di Dio, è rimangono così colpiti, è entusiasti di ciò che hanno sperimentato .
“Medjugorje è quindi un forte fenomeno molto positivo. Nel mondo di oggi non esiste un posto come Medjugorje quando si tratta di illuminazione religiosa del popolo e la pratica della loro religione “.
Fonte http://www.medjugorjetoday.tv/
Io da pellegrina e fervente devota della Regina della Pace posso dichiararne l'assoluta veridicità sulla base della mia conversione e delle emozioni che ho provato, sostengo con ardore questa causa...Io sto con Medjugorje, Io sono Medjugorje....

mercoledì 20 maggio 2015

VIENI SPIRITO SANTO E RINNOVA LA FACCIA DELLA TERRA....

Il Signore sta chiamando tutti coloro di "buona volontà", coloro che Egli ama ed hanno a cuore il Suo Corpo nel quale sono inseriti, ad unirsi in un cenacolo universale per invocare una Nuova Pentecoste su tutta la Chiesa in questo periodo affinché attraverso di noi Egli possa raggiungere e sanare il Paese: 2Cronache 7:14 se il mio popolo, sul quale è stato invocato il mio nome,
si umilierà, pregherà e ricercherà il mio volto, perdonerò il suo peccato e risanerò il suo paese...
"Spirito Divino, rinnova le tue meraviglie in questo nostro tempo come da una nuova Pentecoste e concedi che la tua Chiesa, pregando incessantemente e insistentemente con un solo cuore ed una sola mente insieme con Maria, la Madre di Gesù, guidati da Pietro, promuova il regno del Divino Salvatore, regno di giustizia, di amore e di pace".Vieni , Spirito Santo col tuo potere, e rinnova la faccia della terra!

PREPARAZIONE ALLA PENTECOSTE - MARANATHA' VIENI SIGNORE GESU'

Nella preparazione alla Pentecoste che si avvicina, dobbiamo pregare in particolare per il nostro Papa Francesco, i vescovi e i sacerdoti di tutta la Chiesa, perché lo Spirito Santo, che li ha «costituiti come custodi per essere pastori della Chiesa di Dio», sappiano svolgere il loro ruolo con piena dedizione e responsabilità, nell'unità cordiale col Successore di Pietro e soprattutto con la testimonianza della santità della loro vita e non permettano ai lupi rapaci di entrare nella Chiesa a devastare il popolo santo di Dio e a seminare la discordia e la divisione.
«Padre misericordioso, fa' che la tua Chiesa, riunita dallo Spirito Santo, ti serva con piena dedizione e formi in te un cuor solo e un'anima sola. Amen» (Dall'orazione-colletta del giorno).

lunedì 27 aprile 2015

MESSAGGIO MEDJUGORJE 25/04/2015




"Cari figli! 
Sono con voi anche oggi per guidarvi alla salvezza.La vostra anima è inquieta perché lo spirito è debole e stanco da tutte le cose terrene.Voi figlioli, pregate lo Spirito Santo perché vi trasformi e vi riempia con la sua forza di fede e di speranza, perché possiate essere fermi in questa lotta contro il male. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

giovedì 2 aprile 2015

MEDITAZIONE GIOVEDI SANTO a cura di mons. Javier Echevarría, prelato dell'Opus Dei

La liturgia del Giovedì Santo è ricchissima di contenuto. È il grande giorno dell’istituzione della Sacra Eucaristia, dono del Cielo per gli uomini; è il giorno dell’istituzione del sacerdozio, un nuovo regalo divino che assicura la presenza reale e attuale del Sacrificio del Calvario in tutti i tempi e luoghi, perché possiamo appropriarci dei suoi frutti.
Si avvicinava il momento in cui Gesù avrebbe offerto la propria vita per gli uomini. Il suo amore era così grande, che nella sua Sapienza infinita trovò il modo di andarsene e di rimanere nello stesso tempo. San Josemaría Escrivá, pensando a quanti si vedono costretti a lasciare la famiglia e la casa per guadagnarsi da vivere altrove, dice che l’amore umano ricorre a un simbolo: le due persone, prima di lasciarsi, si scambiano un ricordo, forse una fotografia... Gesù Cristo, perfetto Dio e perfetto Uomo, non ci lascia un simbolo, ma la realtà: ci lascia se stesso. Ritornerà al Padre, e allo stesso tempo rimarrà con gli uomini. Sotto le specie del pane e del vino c’è Lui, realmente presente: con il suo Corpo, il suo Sangue, la sua Anima e la sua Divinità.
Come ricambieremo quest’amore immenso? Assistendo con fede e devozione alla Santa Messa, memoriale vivo e attuale del Sacrificio del Calvario. Preparandoci molto bene alla comunione, con l’anima perfettamente pura. Facendo frequenti visite a Gesù nascosto nel Tabernacolo.
Nella prima lettura della Messa ci viene ricordato quello che Dio aveva stabilito nell’Antico Testamento perché il popolo israelita non dimenticasse i benefici ricevuti. Vi sono molti dettagli: da come doveva essere l’agnello pasquale fino ai particolari da curare per ricordare il passaggio del Signore. Se tutto ciò era prescritto per commemorare fatti, che erano soltanto un’immagine della liberazione dal peccato operata da Cristo, come dovremmo comportarci noi ora che siamo stati davvero riscattati dalla schiavitù del peccato e costituiti figli di Dio?
Questa è la ragione per cui la Chiesa ci insegna con grande cura tutto ciò che si riferisce all’Eucaristia. Assistiamo al Santo Sacrificio, tutte le domeniche e le feste di precetto, sapendo che stiamo partecipando a un’azione divina? Lottiamo contro le distrazioni, specialmente nel momento sublime nel quale si rinnova l’opera della nostra Redenzione? Come ci prepariamo a ricevere Gesù nella Comunione?
S. Paolo afferma di trasmettere quello che ha ricevuto. Magari tutti noi fossimo testimoni fedeli, che comunicano agli altri quello che hanno ricevuto dalla Chiesa. Nutriamo l’ardente desiderio che altri conoscano Cristo attraverso la nostra condotta, e pratichiamo ciò in cui crediamo, affinché il nostro esempio contribuisca ad avvicinare gli altri, ben preparati, alla Santa Comunione? S. Giovanni racconta che Gesù lavò i piedi ai discepoli, prima dell’Ultima Cena. Bisogna essere puri, nell’anima e nel corpo, per poterlo ricevere. Per questo ci ha lasciato il sacramento della Penitenza.
Commemoriamo anche l’istituzione del sacerdozio. È un buon momento per pregare per il Papa, per i Vescovi, per i sacerdoti e per chiedere molte vocazioni nel mondo intero. Lo chiederemo meglio nella misura in cui stiamo più vicini al nostro Gesù, che ha istituito l’Eucaristia e il Sacerdozio. Diciamo, con assoluta sincerità, quello che ripeteva san Josemaría Escrivá: Signore, metti nel mio cuore l’amore con cui vuoi che io ti ami.
Nella scena di oggi la Vergine Maria non appare presente, anche se in quei giorni era anch’essa a Gerusalemme; la troveremo domani, ai piedi della Croce. Ma già oggi, con la sua presenza discreta e silenziosa, è molto vicina a suo Figlio, in una profonda unione di orazione, di sacrificio e di donazione. Giovanni Paolo II afferma che dopo l’Ascensione del Signore al Cielo, Ella parteciperà assiduamente alle celebrazioni eucaristiche dei primi cristiani. Poi il Papa aggiunge: Ricevere l’Eucaristia doveva significare per Maria quasi un ri-accogliere in grembo quel cuore che aveva battuto all’unisono col suo (Ecclesia de Eucharistia, 56).
Anche ora la Vergine Maria è vicina a Cristo in tutti i tabernacoli della terra. Chiediamole che ci insegni a essere anime di Eucaristia, uomini e donne di sicura fede e di pietà robusta, che si impegnano a non lasciare solo Gesù. Così sapremo adorarlo, chiedergli perdono, essere grati per i suoi benefici, fargli compagnia.(Dal sito www.opusdei.it)

mercoledì 1 aprile 2015

MEDITAZIONE MERCOLEDI' SANTO a cura di Mons. Javier Echevarría


Il Mercoledì Santo ricordiamo la triste storia di uno che è stato Apostolo di Cristo: Giuda. Così ne parla S. Matteo nel suo Vangelo:Uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariota, andò dai sommi sacerdoti e disse: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”. E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnarlo.
Perché la Chiesa ricorda questa vicenda? Perché possiamo renderci conto che tutti noi potremmo comportarci come Giuda. Perché possiamo chiedere al Signore che da parte nostra non lo tradiremo, non ci allontaneremo da lui, non lo abbandoneremo. E non soltanto per le conseguenze negative che questo potrebbe comportare per le nostre vite personali, che sarebbe già molto; ma perché potremmo trascinare altri, che hanno bisogno di essere aiutati dal nostro buon esempio, dal nostro incoraggiamento e dalla nostra amicizia.
In alcuni luoghi dell’America le immagini di Cristo crocifisso mostrano una piaga profonda sulla guancia sinistra del Signore. Si dice che rappresenta il bacio di Giuda. Tanto grande è il dolore che i nostri peccati provocano in Gesù! Diciamogli che vogliamo essergli fedeli: che non vogliamo venderlo – come Giuda – per trenta monete, per delle meschinità, quali sono i nostri peccati: la superbia, l’invidia, l’impurità, l’odio, il risentimento... Quando una tentazione minaccia di farci cadere, pensiamo che non vale la pena cambiare la felicità dei figli di Dio – tali noi siamo – con un piacere che finisce subito e lascia in bocca il gusto amaro della sconfitta e dell’infedeltà.
Dobbiamo sentire il peso della Chiesa e di tutta l’umanità. Non è stupendo sapere che ognuno di noi può influire sul mondo intero? Nel posto dove ci troviamo, facendo bene il nostro lavoro, avendo cura della famiglia, servendo gli amici, possiamo aiutare tanta gente a essere felice. San Josemaría Escrivá scrive che nel compiere i nostri doveri di cristiani, dobbiamo essere come la pietra caduta nel lago. – Produci, con il tuo esempio e con la tua parola, un primo cerchio... e questo un altro... e un altro, e un altro... Fino ad arrivare nei luoghi più remoti.
Chiediamo al Signore di non tradirlo più e di saper respingere, con la sua grazia, le tentazioni che il demonio, ingannandoci, ci dovesse presentare. Dobbiamo dire di no, decisamente, a tutto ciò che ci allontana da Dio. Così nella nostra vita non si ripeterà l’infelice storia di Giuda.
Se ci sentiamo deboli, ricorriamo al Santo Sacramento della Penitenza! Lì ci aspetta il Signore, come il padre della parabola del figliol prodigo, per abbracciarci e offrirci la sua amicizia. Viene continuamente incontro a noi, anche quando siamo caduti in basso, molto in basso. È sempre il momento di ritornare a Dio! Non reagiamo con lo scoraggiamento, né col pessimismo. Non pensiamo: che cosa mai potrò fare io, che sono un mucchio di miserie? La misericordia di Dio è più grande! Che cosa mai potrò fare io, se ogni volta cado per la mia debolezza? Il potere di Dio, che ci fa rialzare dalle nostre cadute, è ancora più grande!
Grandi furono i peccati di Giuda e di Pietro. Entrambi tradirono il Maestro: l’uno consegnandolo nelle mani dei persecutori, l’altro rinnegandolo per tre volte. Eppure, quale diversa reazione ebbero! Per entrambi il Signore aveva in serbo torrenti di misericordia. Pietro si pentì, pianse per il suo peccato, chiese perdono e fu confermato da Cristo nella fede e nell’amore; col tempo, saprà dare la vita per il Signore. Giuda, invece, non si affidò alla misericordia di Cristo. Fino all’ultimo momento gli furono lasciate aperte le porte del perdono di Dio, ma non volle oltrepassarle con la penitenza.
Nella sua prima enciclica Giovanni Paolo II parla del diritto di Cristo a incontrarsi con ciascuno di noi in quel momento-chiave della vita dell’anima, che è quello della conversione e del perdono (Redemptor hominis, 20). Non priviamo Gesù di questo diritto! Non togliamo a Dio Padre la gioia di darci l’abbraccio di benvenuto! Non rattristiamo lo Spirito Santo, che desidera restituire alle anime la vita soprannaturale!
Chiediamo a Santa Maria, Speranza dei cristiani, di non permettere che ci scoraggiamo per i nostri errori e per i nostri peccati, anche se ripetuti. Ella ci ottenga da suo Figlio la grazia della conversione, il desiderio efficace di ricorrere umili e contriti alla Confessione, il sacramento della misericordia divina, cominciando e ricominciando ogni volta che è necessario(Sito www.opusdei.it)